Per le Forze Armate, baluardo della Patria e dell’interesse nazionale

A fronte dell’attuale situazione – contraddistinta dalle conseguenze nefaste della cultura cosmopolita, pacifista e anti-nazionale incistatasi in Europa e in Italia – riteniamo doveroso promuovere l’amor di Patria in ogni ambito educativo e sociale, nonché il rispetto e la pratica delle virtù militari quali presidio etico della Nazione. Serve un cambiamento di mentalità in seno alla nostra Nazione, al fine di realizzare un’inversione di tendenza che sbaragli la visione anti-militare e anti-patriottica che si è imposta dal Sessantotto in poi.

A questo cambiamento di paradigma culturale, riteniamo che si debba affiancare un’azione politica volta a cambiare radicalmente la situazione delle Forze Armate, tenendo, ovviamente, conto delle concrete possibilità di cambiamento.

All’inizio di questo nuovo millennio si è deciso, come in tutti i paesi occidentali, di trasformare le Forze Armate in senso professionale, per fare fronte ad una serie di missioni internazionali sostanzialmente orientate a:

  • esportare la democrazia all’estero. Punto sul quale gli Stati Uniti d’America, a partire dalla presidenza di George Bush Sr., hanno cercato di costruire il loro dominio unipolare sul globo dopo la caduta del blocco sovietico;
  • difendere interessi raramente rispondenti a quelli italiani ed europei, bensì conformi a logiche di contrapposizione (in particolare con la Russia e con alcune realtà del mondo islamico sciita) nate Oltreoceano.

Da Forze Armate costituite in buona parte da coscritti si è passati ad un modello totalmente caratterizzato dal professionismo, nella malintesa convinzione che la qualità possa sempre sostituirsi alla quantità per un impiego – in particolare quello dell’Esercito – nel quale la massa continua ad avere un ruolo primario.

Come dimostra l’esempio della Francia – la più proattiva militarmente tra le nazioni europee – che con il doppio nei nostri effettivi ha spesso e volentieri portato avanti operazioni spregiudicate (Libia 2011), spesso in contrapposizione al nostro interesse nazionale.

Per questo motivo, pur nella consapevolezza che il servizio della Patria in armi debba essere innanzitutto prerogativa di chi ne abbia la vocazione, riteniamo necessario ripristinare – nei tempi e nei modi che le attuali esigenze impongono – la leva militare obbligatoria per tutti gli idonei cittadini maschi italiani secondo lo ius sanguinis. Consideriamo, inoltre, altresì importante introdurre una leva obbligatoria civile, aperta a donne e a uomini idonei, complementare a quella militare. Eventi recenti, infatti, hanno dimostrato che il servizio alla nazione da parte di tutti i cittadini può rivelarsi essenziale per la sopravvivenza stessa della nostra Patria, cosa che si può espletare in forme diverse, sia nelle Forze Armate che tramite enti impegnati nell’assistenza sanitaria e nella gestione di emergenze (come la Protezione Civile).

Noi vogliamo che l’Italia ritrovi una sua dignitosa ed efficiente potenza militare, necessaria alla difesa ed alla promozione dei propri interessi. Noi concepiamo le Forze Armate come presidio della sovranità nazionale e come baluardo etico posto a difesa dell’integrità fisica e morale della Patria contro ogni tipo di minaccia, proveniente sia dall’esterno che dall’interno dei confini nazionali.

Per questo affermiamo la centralità delle Forze Armate e la necessità di valorizzarle come pilastro dell’identità e della vita della nazione, aumentandone il numero degli effettivi ad almeno 200mila unità.

Inoltre, nello scenario contemporaneo in continua evoluzione – caratterizzato anche da sacche territoriali islamiche, cinesi o comunque estranee alla nostra identità, nonché da zone controllate o influenzate pesantemente da organizzazioni criminali – riteniamo necessario istituire una milizia armata nazionale, su base volontaria e territoriale, che affianchi le Forze Armate occupandosi precipuamente della difesa del territorio nazionale. Una milizia simile al modello svizzero, che garantisca la pronta disponibilità di personale da impiegare sul nostro territorio, laddove se ne rendesse necessario l’impiego, senza ricorrere al personale ed ai mezzi delle Forze Armate. Una milizia formata da cittadini idonei che volontariamente accettino di inquadrarsi in una forza militare ausiliaria, sotto il controllo delle Forze Armate.