Per la Rinascita demografica

La Patria si può intendere come una sola grande famiglia di connazionali, una famiglia i cui componenti non sono singoli individui quanto una moltitudine di famiglie. Oggi, entrambi questi concetti così naturali del vivere comune, il vivere in famiglia e il vivere nazionale, sono mortalmente sotto un attacco tanto ideologico quanto pratico.

Noi rifiutiamo radicalmente tutte le tesi che vorrebbero ridurre la Patria e la Famiglia a fattori contingenti o di mera sovrastruttura. Queste sono fondate su un individualismo esasperato – che, difendendo il diritto assoluto dell’individuo all’autodeterminazione, condanna Patria e Famiglia a giocare il ruolo di istituzioni oppressive della libera espressione individuale – e su un globalismo ideologico per il quale nessuna barriera potrebbe esistere tra tutti gli uomini, né di sesso né, tantomeno, di appartenenza nazionale.

Noi vogliamo riportare la realtà politica, giuridica e legislativa alle più basilari leggi di natura, per le quali gli esseri umani sono armoniosamente ordinati secondo la complementarietà di maschio e femmina e diversificati secondo linee etniche, nazionali e culturali. Ribellarsi alle leggi di natura, pretendere che il maschio possa essere trattato alla stregua della femmina, pretendere che lo straniero possa essere trattato alla stregua del concittadino, non è un atto liberatorio, quanto un decadimento della condizione stessa dell’uomo in quanto tale.

Il bambino neonato, come l’anziano malato o come il paziente incosciente, non potendo agire, non potendo autodeterminarsi esteriormente, non viene nemmeno riconosciuto come essere umano o come persona e, a seconda dei casi, è degradato a “grumo di cellule”, “vegetale”, “materiale umano”. Questo processo disumanizzante è ugualmente mortifero sia per le nostre famiglie che per la nostra Nazione.

Questo processo si consuma ogni giorno nel crimine dell’infanticidio di Stato, comunemente definito “aborto”, e nel diffondersi di costumi e mode che incitano i giovani alla rinuncia ad impegnarsi nel vincolo del matrimonio e a generare nuovi bambini (il futuro della Nazione) da tutelare e educare alla vita.

Noi rifiutiamo radicalmente le orwelliane categorie di odio, omofobia e xenofobia che gli sgherri del pensiero unico hanno già, di fatto, reso reati perseguibili penalmente. Questi reati non vogliono far altro che rendere inesprimibile il nostro amore per la Famiglia e per la Patria, così come l’hanno conosciuta i nostri Padri, e che noi amiamo e vediamo iscritta nella definizione stessa di persona umana. Che si chiami legge Scelba, legge Mancino, legge contro l’omofobia o legge di censura contro le fake news, sempre di leggi liberticide si parla, finalizzate a reprimere qualsiasi seme di pensiero dissidente, e come tali ci vedono e ci vedranno schierati per la loro abolizione.

Noi riteniamo necessaria l’abolizione totale della legge 194 sull’aborto e di ogni legislazione volta al riconoscimento di istituti alternativi al matrimonio tra un uomo e una donna. In questo contesto, riteniamo urgente bloccare la propaganda omosessualista, prendendo spunto anche dalla legislazione adottata dalla Russia di Putin per la tutela dell’infanzia. Siamo altresì contro ogni forma di “maternità surrogata”. Gli “uteri in affitto” sono un vero sfruttamento schiavistico delle donne in stato di necessità, da parte di soggetti disposti ad ogni aberrazione per soddisfare i loro distorti pruriti di surrogare famiglie, vista l’impossibilità di farlo in forma naturale.

Inoltre, riteniamo più che mai urgente un piano straordinario nazionale di incentivi al nostro disastroso tasso di natalità, utilizzando i debiti strumenti fiscali e di assistenza sociale per favorire la nascita di nuove famiglie. L’istituzione di un vero “Reddito alle Madri” che, unitamente a investimenti infrastrutturali per asili nido e sistema scolastico, liberi le future madri dalle remore economiche legate alla maternità. I fondi necessari saranno reperiti anche dal taglio dei costi dell’accoglienza indiscriminata degli immigrati.

A questa prima azione economica dovrà seguire una profonda revisione del carico fiscale delle famiglie numerose, sulla falsariga di quanto viene garantito, ad esempio, in Ungheria. Un Piano nazionale per la Rinascita demografica non può prescindere da un riequilibrio del carico fiscale familiare: detassazione dei redditi per i primi 18 anni dei figli, con valori crescenti (fino alla detassazione totale) per ogni ulteriore figlio.

Questi incentivi dovranno essere rivolti esclusivamente ai cittadini italiani, tramite una modifica costituzionale che elimini definitivamente la distorta interpretazione dell’uguaglianza sostanziale in Costituzione, che negli ultimi anni ha portato all’impugnazione e all’abrogazione di qualsiasi sacrosanta e naturale disparità di trattamento tra cittadini italiani e stranieri anche irregolari. Una nazione senza famiglie forti e stabili, senza padri e senza madri, è necessariamente una nazione senza figli, che qualcuno vorrebbe sostituire con gli immigrati.

Rifiutiamo l’idea di essere un popolo destinato a scomparire, privo di un futuro e di una discendenza, sostituito, in tutto o in parte, da genti che sono estranee all’Italia, alla sua storia e alle sue tradizioni.