Per la difesa della nostra Identità

L’immigrazione di genti straniere che negli ultimi anni ha invaso la nostra Nazione deve assolutamente essere arrestato, prima che il processo di Sostituzione Etnica in atto diventi una pura realtà numericamente inevitabile.

Noi riteniamo prioritaria l’espulsione immediata di tutti gli immigrati clandestini presenti sul suolo nazionale. Questo passo, che non rappresenta null’altro che il semplice ripristino delle leggi vigenti, dovrà essere seguito da una riforma costituzionale che promuova la preferenza nazionale come norma generale, applicabile in ogni settore, ivi compreso quello dell’emergenza abitativa e del lavoro, che vedono gli italiani costantemente messi in secondo piano rispetto agli allogeni. Una moratoria sugli sfratti e l’avvio di un percorso di regolarizzazione di tutte le situazioni di emergenza abitativa incolpevole in cui si trovano troppi cittadini italiani dovrà accompagnarsi a totale inflessibilità nei confronti di tutte le situazioni di illegalità conclamata e dolosa lasciate proliferare negli ultimi anni nei campi rom e nelle periferie dominate dalla criminalità immigrata.

Noi vogliamo l’abolizione di tutte le norme che negli ultimi anni hanno incentivato il ricongiungimento famigliare e causato un’immigrazione stabile e di popolamento che ha messo in pericolo il tessuto sociale e la stessa identità etnica, culturale e religiosa dell’Italia. Conseguentemente, vogliamo che sia bloccato qualsiasi tentativo di riforma della cittadinanza che preveda l’introduzione in Italia dello ius soli, anche nella forma temperata dello ius culturae e che sia al contrario sancita nella Costituzione italiana una chiara adesione al principio dello ius sanguinis, per il quale è cittadino italiano solamente chi è innanzitutto almeno in parte di sangue italiano, al netto di poche e circostanziate eccezioni.

In luogo di queste leggi, proponiamo l’istituzione di un sistema per quote e per punti per autorizzare l’accesso in Italia di sole persone altamente qualificate e necessarie per il nostro sistema economico, con una precedenza sostanziale per quelle di nazionalità europee.

Persone che siano disposte ad integrarsi culturalmente e civilmente nel nostro tessuto sociale accettandone lingua, usi, costumi, valori religiosi e valori civili, tradizioni e storia, dimostrando di esserne degni. Persone che potranno così essere accettate come cittadini dal nostro popolo, intrinsecamente accogliente e scevro da razzismo biologico. Gli stranieri che otterranno il privilegio della cittadinanza italiana potranno comunque perderla se condannati per gravi delitti contro il popolo italiano come l’alto tradimento, il terrorismo politico o religioso, la violenza e l’omicidio, in specie verso i soggetti più deboli o per reati particolarmente abbietti o l’acclarata pericolosità sociale dei recidivi.

Una particolare attenzione dovrà essere posta al “Diritto a non emigrare” sia dei giovani italiani, garantendo un accesso prioritario al mondo del lavoro attraverso politiche di sviluppo e di integrazione tra università e imprese, sia dei giovani del Terzo Mondo, che devono avere la possibilità di rimanere nella loro terra e non essere costretti ad abbandonarla da condizioni economiche, sociali e sanitarie proibitive.

Per questo, e per promuovere il bene stesso degli immigrati e sottrarli alla schiavistica funzione di manodopera a basso costo concorrenziale rispetto a quella autoctona, vogliamo favorire e incentivare piani di re-migrazione e rientro degli immigrati nei paesi d’origine, anche attraverso una proiezione politica ed economica delle nazioni europee nei paesi che sono all’origine dei flussi migratori, per agevolarne lo sviluppo sociale ed economico in vista del ripristino di un fondamentale “diritto a non emigrare”.