In Francia è finita la libertà d’espressione. Tra poco anche in Italia?

In Francia è appena stata approvata dalla maggioranza macronista (ma anche col voto favorevole di 74 deputati di centrodestra), la Loi Avia, degna di un orwelliano Ministero della Verità e seguito digitale della ghigliottina giacobina.

Il provvedimento era in cantiere da mesi, ma la frenesia mondiale del Black Lives Matter non poteva che coronare perfettamente la proclamazione di un testo degno di un Robespierre all’apice del periodo del Terrore, per quanto aggiornato con gli ultimi ritrovati della Silicon Valley.La legge, per andare alla caccia del reato d’odio, importa in Europa i metodi di controllo su pc, smartphone etc… per il momento propri solo della Repubblica Popolare Cinese.

Nessuno luogo di privacy, nessun margine, qualunque fazzoletto di spazio digitale sarà setacciabile. All’inquisito si daranno 24 per operare un’autocensura di tipo maoista, tramite cancellazione del post, del tweet o di cos’altro di incriminato, passate le quali scatteranno le sanzioni penali.

Ovviamente resta fluido il concetto di “incoraggiamento all’odio”: sarà incoraggiamento all’odio verso gli omosessuali dire che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre? Sarà incoraggiamento all’odio verso gli stranieri dire che i cittadini hanno diritto ad una preferenza nazionale nell’assistenza sociale? Sarà incoraggiamento all’odio verso questa o quell’etnia dire che diversi popoli e diverse nazioni hanno raggiunto nella storia diversi gradi di civilizzazione?

Tutto è rimesso al grande censore: la vostra vita o la vostra morte sociale, in base al vostro grado di cattiveria o di bontà. Il nuovo totalitarismo avanza, il dissenso, in pieno stile 1984, non lo si vuole solo reprimere ma non si vuole neanche che sia pensabile.

Chi d’altra parte può pensare di difendere una tesi, se quella tesi l’hai chiamata odio?