INTERVISTA A FRANK DOTRO, RESPONSABILE DELLA SEZIONE AMERICANA DELLA RETE

Non è sempre facile interpretare gli avvenimenti interni americani, distorti dai media e ultimamente in frenetica accelerazione. Per capirli meglio interpelliamo Frank Dotro, italo-americano e responsabile della Rete negli USA.

Nell’affrontare le questioni di come gli argomenti vengono visti dal popolo americano, dobbiamo prima di tutto capire quanto questo sia diventato veramente diviso. Non è più come negli anni scorsi, quando la gente agiva e pensava all’unisono. Sì, c’erano già differenze ideologiche tra i partiti, tuttavia, erano minime e per lo più rappresentavano le due facce della stessa medaglia. Certo, potresti dire lo stesso ancora oggi dei partiti che fingono di litigare, ma poi sono per lo più pedine dei mondialisti. Tuttavia, adesso è il popolo stesso a percepire che esiste una grande spaccatura. Da una parte hai le sinistre e tutti i servi dei banchieri e dall’altra hai i nazionalisti ma anche tutti quelli che rimpiangono una America del passato che non tornerà più. Ci sono quindi due visioni opposte su ogni problema e a seconda di chi ti risponde avrai una opinione completamente differente.  

La politica del presidente Trump sul Covid-19, sull’Organizzazione Mondiale della Sanità e sulla Cina è stata criticata con supponenza dai media “democratici” mainstream italiani. Puoi dirci come la vedono gli americani?

I sostenitori del Presidente Trump ritengono che abbia affrontato questi problemi correttamente. Ritengono che il Presidente Trump abbia agito, o che voleva agire, prima che il problema si verificasse. Solo una informazione distorta può metterlo in dubbio, dal momento che Trump voleva fermare gli arrivi dalla Cina già a gennaio, e per questo al tempo è stato accusato di essere razzista e xenofobo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità è vista dai nazionalisti e dai seguaci di Trump come nulla più di un gruppo politico, con una propria agenda politica. Non diamo alcun credito a qualunque cosa questa possa dichiarare. Per quanto riguarda la Cina e la politica cinese di Trump, i nazionalisti la aspettavano da molto tempo. Donald Trump ha dichiarato per tutta la sua campagna elettorale che questo sarebbe stato uno dei principali problemi da affrontare. Il commercio a senso unico e gli accordi sottobanco con la Cina fanno male non solo all’America, ma all’intero mondo occidentale. Perdiamo posti di lavoro a milioni e non facciamo nulla solo perché politici come Joe Biden, tramite suo figlio, sono scesi a patti con la Cina. Naturalmente, nel campo opposto uno ti darebbe la risposta contraria. Le sinistre ritengono che in qualche modo il virus sia colpa di Trump e che lui abbia agito troppo tardi, anche se l’evidenza dei fatti dice il contrario. Non vogliono neppure che lo si chiami “virus cinese” perché sarebbe razzista.      

“Obamagate” e “Russiagate” sono affrontati in modo superficiale dai media italiani. L’opinione pubblica americana cosa ne pensa? Sarà possibile una forte censura per Obama e il Deep State democratico?

Indubbiamente, nelle menti dei nazionalisti appare chiaro che c’è stato un imbroglio da parte democratica contro il Presidente Trump. Ogni settimana emergono nuove prove che indicano come siano stati i democratici e non Trump a imbrogliare per vincere le elezioni. Recentemente, è emerso un coinvolgimento dello stesso Obama. Alla fin fine, però, ritengo che non ne uscirà nulla contro le sinistre. I media e i poteri forti sono naturalmente dalla loro parte. Per di più, nessun ex-Presidente è mai stato incriminato per un reato del genere e molti ritengono che sarebbe un precedente pericoloso.

Recentemente, con un tweet Trump ha definito gli Antifa come una organizzazione terroristica che dovrebbe essere trattata di conseguenza. Che ne pensi? Gli Antifa americani godono di protezioni e finanziamenti? E da parte di chi, in particolare? Cosa ne pensano i camerati americani?

Il movimento ANTIFA ha operato indisturbato per anni, ormai. Appare ovvio che ha le connessioni e i finanziamenti giusti. Il fatto stesso che sia passato sotto silenzio finora e che sia stato necessario così tanto tempo per denunciarlo costituisce una prova. Gli Antifa hanno aggredito fisicamente la gente per anni, ma hanno fatto notizia solo quando hanno incontrato una forte resistenza, durante la campagna elettorale di Trump. Quando le regole del gioco sono cambiate, coi nazionalisti che hanno cominciato a scendere in strada e a difendere il popolo dei pro-Trump, solo allora i media hanno cominciato a darne notizia e a parlare di ANTIFA. A dire il vero, al tempo cercavano di dire che la violenza veniva dai nazionalisti.

Per quanto riguarda contatti e finanziamenti possiamo dare per scontato che riguardano i soliti sospetti, i mondialisti, naturalmente. È risaputo che George Soros finanzia molti gruppi di sinistra, che a loro volta servono da copertura per altri gruppi di professionisti organizzati. La maggioranza dei loro membri sono giovani sinistrorsi della medio-alta borghesia bianca. I classici figli di papà. L’esempio emblematico è la figlia del sindaco di New York, Bill De Blasio, coinvolta nei disordini di New York. Il gruppo agisce godendo di un’impunità totale e non ha motivi di temere arresti o ripercussioni di sorta. Quando hai il Sistema che ti protegge, è facile fare i coraggiosi. 

Abbiamo sentito dei gravi disordini in corso negli USA. Abbiamo anche visto in un video alcuni italo-americani armati che difendevano il loro negozio da un branco di saccheggiatori. Cosa sta accadendo esattamente? E come sta reagendo la comunità italiana?

La storia della famiglia italiana che difende la propria panetteria ha fatto il giro dei social anche qui in America. Gli italiani in questione erano padre e figlio, che sono usciti armi in pugno dal loro negozio che stava per essere saccheggiato e devastato. Si sono meritati applausi scroscianti naturalmente. Questa è piuttosto una regola per noi italoamericani, siamo uno degli ultimi gruppi etnici che ha conservato la sua virilità e propensione a reagire quando ci sentiamo sotto attacco. Dobbiamo sottolineare però che si tratta di un incidente isolato. Le devastazioni non hanno interessato i quartieri italiani. Si sono concentrati nei centri delle città. I saccheggiatori sanno bene dove possono e dove non possono agire. Capiscono che andare in un quartiere a forte densità italiana di New York o del New Jersey equivale a cercare grossi problemi: non avrebbero da preoccuparsi della polizia, ma piuttosto dei negozianti e dei residenti del quartiere, che scenderebbero in strada ad affrontarli. Un caso emblematico è stato quando hanno proposto di andare a protestare a Howard Beach, New York. Dopo averci ragionato per trenta secondi hanno cambiato programma.      

Grazie Frank! È un piacere e un onore avere un camerata come te nei nostri ranghi a combattere la buona battaglia. Per noi è importante avere informazioni dirette dall’America, per capire le dinamiche politiche negli Stati Uniti senza le distorsioni operate dai media mainstream. In bocca al lupo per la tua sezione!